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mostra bossone

NOVARA- 08-09-2022 -- Si inaugura oggi, giovedì 8 settembre, alle ore 16, al Broletto di Novara la mostra “Carlo Bossone, uno stile …una scuola”, organizzata dal Comitato Fondazione Carlo Bossone e a cura di Moreno Bossone.


La mostra, che vanta l’esposizione di circa 50 opere, ha il gusto di una retrospettiva: ripercorre la storia di Bossone, negli snodi fondamentali della sua evoluzione, dagli esordi degli anni Venti e Trenta, fino alle ultime realizzazioni degli anni Novanta, seguendo un preciso percorso cronologico. Il Banco BPM ha messo a disposizione della mostra più di venti opere dell'artista, conservate in Palazzo Bellini e in diverse sedi dell'Istituto.
La mostra, visibile fino al 20 settembre, è un viaggio sterminato e affascinante tra i paesaggi montani ossolani, i canali e le banchine di Chioggia, la pampa Argentina, i monti trentini e svizzeri. Ma è anche un viaggio attraverso la sua scuola, tramite le opere dei suoi allievi, e nella vita più intimista e privata delle raffigurazioni degli interni e dei numerosi ritratti.


La mostra si divide in 5 sale contigue. Nella prima sala posto alla vera e propria retrospettiva. La sua storia pittorica, uno spaccato sull’artista solitario e meticoloso che centra la sua ricerca artistica sulla luce, sulla rappresentazione del paesaggio come “sentimento muto” come ben ha descritto Gianni Pizzigoni.
Nella seconda sala trova il suo posto la “Scuola di Carlo Bossone” con l’esposizione di varie opere dei suoi allievi. Allievi a cui Bossone insegna, con grande passione e dedizione fino agli anni Ottanta. La scuola costituisce un importante capitolo della sua vicenda artistica e l’attuale diffusione della pittura paesaggista montana ha avuto in Bossone uno dei principali artefici e promotori.


Nella terza Sala troviamo le riproduzioni di soggetti in varie declinazioni come il Monte Rosa. Opere che riprendono, come nel suo stile, i cambiamenti di luce, le mutazioni del tempo, delle stagioni con i cambiamenti multicolori movimentati a seconda del gioco di luce che li irradia. La quarta sala è dedicata alle opere raffiguranti ambienti interni e ritratti. Le genti di montagna durante i parchi pasti, i rigidi inverni trascorsi nel calore delle stalle insieme agli animali, le donne che filano o fanno la calza. Vecchi pastori, vecchiette al filarello, giovani donne che leggono, mungono. E poi ancora interni e nature morte.
Per finire la quinta sala dedicata all’Argentina ed ai quadri in ambienti lacustri. Sfumature, luci, ombre. Nell’esperienza argentina – spiega il curatore Moreno Bossone- “Carlo, percorrendo migliaia di chilometri attraversa la grande terra solo, senza maestri e quindi quasi costretto a dover esternare la propria vena artistica scevra da qualsiasi influenza di paragone con altri maestri dell’epoca”.


Orari da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00. Visite guidate su prenotazione il sabato e la domenica alle ore 11 e alle ore 16.00.
Prenotazioni tramite mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonicamente sul 3477109233 anche tramite sms o whatsapp.

Carlo Bossone nasce a Savona nel 1904, lontano discendente di San Giovanni Bosco. Con la famiglia si trasferisce a Torino dove compie i suoi studi all’Accademia Albertina, allievo di Ferro e Guarlotti. Privatamente prende lezioni da Vittorio Cavalleri, allievo di Fontanesi. Frequenta negli anni giovanili la Valle Anzasca e inizia il suo smisurato amore per il Monte Rosa. Nel dopoguerra, insieme alla famiglia, emigra in Argentina, che si rivela un’esperienza quasi mistica. Rimane isolato per intere settimane nelle Pampas, si spinge fino alla Cordigliera delle Ande e alla Terra del Fuego sempre dipingendo senza sosta, en plein air, come un “sentire in modo divino e interiore il paesaggio” delle Ande e Pampas.


In seguito, ritorna in Italia, nell’Ossola, dove stabilisce la sua dimora ai piedi del Monte Rosa e fonda, negli anni Ottanta una scuola di pittura. Si spegne, proprio sotto il monte a lui così caro, nel 1991. Innumerevoli le mostre in vita: Milano, Torino, Stresa, Parigi, Buenos Aire, Cordoba, Mendoza. E poi ancora Roma, Genova, Savona.

Molte delle sue opere sono presenti in diversi musei d’Europa e Sud America. Dalla sua morte il Comitato Fondazione Moreno Bossone si occupa di tenerne viva la memoria.