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CANNOBIO - 30-08-2022 -- Recuperare alla memoria. Esercizio all'apparenza semplice, il più delle volte doloroso e obbligatorio se la memoria non ha mai smesso di sanguinare. La memoria degli affetti familiari sconfitti dalla guerra eppure legati al presente con fili che la ruggine del tempo non scalfisce, soprattutto quando a tenerli vividi è una solida coscienza di pace. Preservare la memoria attraverso il racconto è una pratica che Carlo Bava frequenta da tempo con le sue arti e la scrittura, tra queste, gli ha permesso di donarci ricordi familiari preziosi come testimonianze storiche. Lo ha fatto più di un anno fa raccontando la vicenda tragica del nonno che la Prima Guerra Mondiale suicidò (pubblicato della raccolta L'elicottero nella clessidra), fa un passo in avanti di quasi un ventennio con un nuovo racconto, dedicato all'esodo verso il Canton Ticino dei cannobiesi durante la Seconda Guerra Mondiale. E' la storia del padre, Delfino, che Carlo racconta e quella dello zio Luigi che, come tanti altri percorsero quel cammino per salvarsi la vita. Ed ora che il documentario è diventato passione quasi totalizzante per Carlo e la consorte Cristina Pasquali (entrambi sono in questo momento a girare sul lago di Como per il festival del cinema rurale), il sentiero è diventato anche un documento in immagini che il sito Insubria Historica ha pubblicato a proposito di un trekking lungo quel cammino dei contrabbandieri che ripercorre esattamente le tracce di allora, tra panorami mozzafiato e la eco delle storie passate.
A corredo, una parte del racconto di Carlo Bava che non è ancora edito (uscirà in una raccolta nei paraggi del Natale) e dal quale prendiamo un drammatico frammento:
"Giunti alla sommità del Limidario tutto parve più distante: la paura, la guerra, i fascisti. La forza purificatrice della montagna, in un crepuscolo che si annunciava tiepido, dava l’illusione di una sosta dolce, senza tempo. Sì, un’illusione: prima di notte c’era da sconfinare, piangere, singhiozzare come bambini per trovare la forza di lasciare la cima e scendere. Quella montagna, spartiacque geografico tra Cannobina e Centovalli, diventava in un lampo lo spartiacque della vita: lasciare da un lato la casa, le cose, gli affetti e scegliere dall’altro solitudine e ignoto".

IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=sD93XEEk7eA

LA SERATA PER IL RICORDO

Venerdì 9 settembre, alle ore 21, al Nuovo teatro di Cannobio parte di quelle memorie torneranno a vivere. Saranno infatti presentati gli atti “per non dimenticare”, che raccolgono una serie di testi resistenziale scelti dal professor Ettore Brissa e dal giornalista Erminio Ferrari (morto tragicamente due anni fa).
Si tratta dei testi relativi ad un convegno sulle giornate di liberazione di Cannobio 2-9 settembre ’44, i giorni che passarono fra dalla discesa dei partigiani in paese allo sbarco dei nazi-fascisti, che si tenne 9 settembre del 2009 a Cannobio e che solo ora si sono potuti stampare
La serata, a più voci, con il coro la Bricolla, prevede l’intervento dello studioso svizzero Raphael Rues. “Le Carte Inedite del Settembre 1944” è il titolo della relazione di Rues, storico e noto esperto della regione.
L'intervento ripercorre in senso cronologico la dinamica degli eventi che precedono e seguono il Settembre 1944 a Cannobio. La presentazione si basa su testimonianze e documenti d'archivio perlopiù inediti che permettono dopo 80 anni di capire in modo preciso chi erano i responsabili tedeschi della rappresaglia del 29 agosto, e come la stessa viene eseguita.
L'intervento continua poi nel drammatico Settembre 1944 dove con diversi documenti di archivio, verrà mostrato l'esodo della popolazione di Cannobio nel Locarnese a seguito della rioccupazione nazi-fascista dell'abitato. Raphael Rues concluderà il suo intervento con alcuni dettagli sulle operazioni belliche per la riconquista della Zona Libera Ossola nel periodo settembre-ottobre 1944.
Seguirà la lettura del racconto di Carlo Bava che narra le vicende di suo padre sfollato in Svizzera, trovando una prima ospitalità a Brissago, fatti che si intrecciano con la relazione di Ruess.
Nella serata del 9 settembre 2022 ai partecipanti sarà consegnato il libretto che raccoglie quei frammenti di varia memorialistica e le due testimonianze, quella dei partigiani Adriano Bianchi e Vittore Ceretti che non sono più fra noi.
Alla loro memoria, e ad Erminio Ferrari scomparso troppo presto, è dedicato questo incontro contro “il tempo del non ricordo”, per non dimenticare.

Foto Carlo Bava, fonte: insubricahistorica.ch