1

nefelgiu fabbri

FORMAZZA- 21-08-2022-- I Corni di Nefelgiù, Centrale, Occidentale ed Orientale si trovano al vertice di un vallone parallelo e a oriente di quello principale che sale al Passo omonimo. Lo si percorre in direzione sud partendo dal lago di Morasco. La parte finale, su pietraie e nevai residui, fa preferire la salita con le pelli di foca perché questi pendii consentono una splendida discesa con gli sci. D’inverno ci eravamo già stati qualche volta, d’estate mai, se non sul tradizionale percorso del Passo di Nefelgiù.

GITA N. 85 O 24 CORNO ORIENTALE DI NEFELGIU'

GIUGNO 2022

Dislivello: 1100 m. Tempo: 6 h. Sviluppo:. 12,4 km.

La presenza della nostra prestigiosa guida walser ci fa optare per l'alta Val Formazza. Le previsioni sono buone, ma oggi la nostra fiducia sarà tradita. Siamo in sei e la formazione odierna prevede anche il medico di turno e la badante titolare. Parcheggiamo al Rifugio Bim Se, sotto la diga di Morasco, 1800. Per ora splende il sole. Sul sentiero G95 della GTA arriviamo all'Alpe Nefelgiù, 2048, nella parte iniziale e pianeggiante del maestoso vallone che s'inerpica verso sud (poco meno di un'ora). Più avanti abbandoniamo l’evidente sentiero che sale al Passo di Nefelgiù e seguiamo la guida su tracce che lui ben conosce, tenendo la sinistra.

Abbiamo cominciato a salire seriamente su terreno pulito, con brevi tratti molto ripidi. Intanto le nuvole si fanno minacciose e qualcuno rimpiange gli ombrelli lasciati in auto con decisione non unanime. Sopra quota 2400, dopo una breve pausa, invertiamo la rotta da sud est a sud ovest. Qui terminano i prati ed inizia la pietraia in un canalone splendido con gli sci, un po’ meno a piedi.

Ci aiutano un paio di nevai sui quali si cammina decisamente meglio. Gli amici e la saggia guida si adattano pazientemente al mio passo da “vaca vegia”, come direbbe l’ex alpinista acciaccato, oggi assente. Pago a caro prezzo gli ozi della vacanza al mare. Il gruppo in mia assenza si è fatto due giterelle da quasi 1500 metri di dislivello e la differenza di prestazioni, che già prima era evidente, si è ulteriormente  accentuata.

Al termine di questo tratto ripido arriviamo ad un piccolo pianoro a quota 2700. Io mi fermo per conservare un po’ di “benzina” per il ritorno e per non abusare ulteriormente della loro pazienza. Loro salgono rapidamente il tratto finale che li porta, in mezzo a nebbie vaganti, in vetta al Corno Orientale di Nefelgiù, 2834 (due ore e mezza dall’Alpe Nefelgiù). Di qui i loro sguardi spaziano verso la Bocchetta del Gallo e il vallone del Vannino. Dalle creste intorno a noi qualche camoscio solitario ci osserva. Gli amici mi recuperano, quasi meravigliati del mio abbigliamento invernale, mentre loro, in moto perpetuo, sono ancora quasi “estivi”. Ma non c’è come stare fermi nella nebbia e con un po’ di venticello dei “tremila” per raffreddarsi rapidamente. E poi la stanchezza aiuta.

Ridiscendiamo a quota 2400, in zona riparata e in uno splendido verde, per la pausa pranzo. Le nuvole sono sempre più minacciose. Non seguiamo il percorso di salita, ma puntiamo decisamente a nord, lungo una traccia che ci mantiene alti rispetto al vallone di Nefelgiù alla nostra sinistra (occidente).

Passiamo dal lago Nefelgiù, 2345, e puntiamo su Furculti con percorso in parte libero, alle spalle della nostra guida che qui dà del tu anche ai rododendri. Incrociamo la strada che sale qui da Riale, mentre inizia a piovere, e la seguiamo fino alle auto (due ore e mezza dalla vetta). Mentre cerchiamo negli zaini qualche indumento asciutto, gli ombrelli rimasti in auto ci sorridono beffardi.

Gianpaolo Fabbri

 

IMG_20220623_105423.jpgIMG_20220623_143647.jpgIMG-20220623-WA0022.jpgIMG-20220623-WA0034.jpgIMG-20220623-WA0060.jpgIMG_20220623_095516.jpgIMG-20220623-WA0029.jpgIMG_20220623_105427.jpgIMG-20220623-WA0054.jpgIMG_20220623_083230.jpgIMG_20220623_140449.jpgIMG_20220623_140412.jpgIMG-20220623-WA0047.jpgIMG_20220623_143315.jpgIMG_20220623_120231.jpg