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STRESA - 08-08-2022 -- Si tiene stasera alle 21,15 al Regina Palace di Stresa il terzo dei cinque incontri con i finalisti del Premio Stresa. “Qualcosa nella nebbia” è il titolo del romanzo di Roberto Camurri (Enne Enne editore, anno 2022) di cui proponiamo la recensione.

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Fabbrico è un luogo non luogo, scelto dall’autore come da Andrea, il protagonista del romanzo che esordisce in un festival letterario in Olanda, con un avvincente libro autobiografico che racconta la storia realmente accaduta in un paesino immerso nella nebbia e nel mistero.

Luogo di scorribande, la casa dei cinque comignoli neri indica l’inizio e la fine di un incantesimo letterario in cui i personaggi vengono attratti e respinti da presenze irreali.

Andrea, che nei suoi ricordi vive l’inquietante presenza di nuovi vicini di casa, conosciuti il giorno in cui è morto Cipolla, l’adorato cane, non ha la percezione di quale segno nefasto, di quale presagio di sventura, da li a poco, si sarebbe consumata nella casa dai cinque comignoli neri.

Alice e Giuseppe sono soliti incontrarsi nei pressi della casa oscura per consumare la loro storia di amore di gioventù, da cui Alice scappa in cerca di una presunta carriera nel mondo della televisione.

Jack è l’unico legame di Alice a Fabbrico, il motivo dei suoi sporadici ritorni. Entrambi sono sopraffatti dalle loro stesse esistenze e si ritrovano per non dimenticare gli anni felici in cui bastava poco per assaporare attimi spensierati, unici e irripetibili.

Fabbrico è un luogo desolato, dove ogni tragedia si ricopre di silenzio ovattato, di presenze anonime quasi magiche che vagano nella nebbia, in un'altalenante apparire e scomparire in cerca di risposte affossate nella memoria.

Jack, malato di tumore, sceglie la morte rapida aiutato da Alice, complice di un’alleanza che le impone di esaudire l’ultimo desiderio del suo unico vero amico.

Jack scompare a Fabbrico mentre Roberto è l’unico vero sopravvissuto di quel paese. Roberto è il bambino salvato dal padre di Andrea che sceglie, consapevolmente, di tornare li, per restare e riassaporare tutti quei ricordi che sono rimasti intatti in quella casa abbandonata, luogo di un'afferrata tragedia che ha smesso di fargli paura.

Quando Andrea, artefice del suo successo, parte per l’Olanda e lascia la moglie e la figlia a casa per partecipare con Jacopo alla presentazione del suo libro su Fabbrico gli sembra di vivere la “sindrome dell’impostore”.

Rassicurato dai like e dai commenti sui social Andrea si lascia vivere, assaporando ogni momento di questa avventura letteraria che ha stregato i suoi personaggi e gli stessi lettori del suo romanzo.

Monica Pontet docente, scrittrice pubblicista