1

filippo battaglia

STRESA - 01-08-2022 -- Secondo appuntamento, stasera alle 21,15, con i cinque finalisti del Premio Stresa di narrativa. Ospite dell’hotel Regina Palace è Filippo Maria Battaglia, autore di “Nonostante tutte” (Einaudi), di cui proponiamo la recensione.

---

Nella raccolta dei pensieri scritti da 119 donne senza volto, l’autore giornalista, Filippo Maria Battaglia, fa emergere la coralità dei sentimenti che spesso incatenano le protagoniste del romanzo ad un omertoso silenzio intriso di anonimato.

Escono dall’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano della Valtiberina, le voci narranti di giovani donne, ragazze madri, figlie, sorelle, amiche, che hanno lasciato una memoria scritta su foglietti, pagine di diario, per segretare quelle emozioni che nessuno a tempo di ascoltare ma che nella loro semplicità segnano il destino di ogni esistenza.

L’autore sceglie un nome immaginario, quello di Nina, a tenere le fila di questi brevi racconti pirandelliani che smascherano frammenti di storie già narrate oralmente, già vissute, già tramandate ai posteri dai tempi più remoti.

Un rimbalzo di sensazioni a ruota libera che incidono, con l’inchiostro nero su di una pagina bianca, i segreti che le donne non dicono ma che pensano quando rimangono sole nella loro intimità più profonda, nel momento in cui oltrepassano il riflesso dello specchio che le sottopone costantemente ad un giudizio severo e riluttante.

Donne che si rivelano senza pudore senza il timore di infrangere la barriera del silenzio imposta da una società maschilista che le arruola nella categoria di esseri non pensanti ma produttivi.

Donne che si cullano nel ricordo d’infanzia o che si rinchiudono in una forma di autismo affettivo, donne che si destreggiano tra premi e punizioni delle mamme, delle maestre, che si perdono nelle processioni, nella scoperta del sesso.

Donne che combattono per conquistare una piccola libertà o si deprimono per non aver la forza di ribellarsi.

Donne tradite, incomprese nell’eterna disperata ricerca dell’amore; donne rassegnate e consapevoli di doversi accontentare di pochi istanti di felicità da vivere per sempre, nel ricordo.

Monica Pontet docente, scrittrice pubblicista