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MACUGNAGA - 25-06-2022 -- “Natura Viva-Natura Morta”: questo il titolo della personale di Barbara Richards che ha accettato l’invito rivoltole dal Museo Walser di Macugnaga per presentare le sue opere dal 1° luglio al 4 settembre. L’autrice, di origine inglese, vive a Stresa dagli anni Settanta ed è già nota al pubblico per la sensibilità e l’originalità della sua produzione che è stata a lungo affiancata dalla sorella Sylvia, mancata l’anno scorso.
“Natura viva e natura morta sono due concetti opposti, sia nell’ arte, sia nella vita”, rileva Barbara Richards.
“Nell’arte si usa anche il termine inglese “Still Life” cioè l’immobilità assoluta. Natura Viva esalta la forza vitale e positiva che ci circonda, con effetto benefico, ma anche negativo, il cui equilibrio può essere modificato dall’uomo.
Come artista, il mio obiettivo è di interpretare la bellezza della natura, che non è mai banale, perché il mondo naturale ha mille segreti, e può comunicare anche con noi, attraverso la nostra sensibilità. La natura ci consente di attivare un rapporto sterminato anche di interpretazioni, quindi – aggiunge Barbara Richards – il mio dialogo con la natura è intrinseco nel cercare l’anima nelle cose, nelle piante, negli alberi, custodi di tanti segreti. Finalmente ora si comincia a svelare come interagiscono, i veri pilastri vegetali che popolano la foresta Amazzonica dove le specie s’intrecciano nella canopia per raggiungere la luce”.
Ma anche la Natura Morta coinvolge l’artista tanto che esprime il suo rammarico nei disastri ecologici, nello sfruttamento delle risorse vitali e nell’ egoismo del potere.
“Ecco perché mi sono sentita moralmente costretta nel realizzare opere come “Stupro della Foresta” che vedo “squarciata, bruciata e avvelenata”, tanto che, in questo habitat il terreno è sterile, sia per l’uomo, sia per la fauna”.
La tecnica delle opere ospitate, fino al 4 settembre, nel Museo Walser di Borca è quella di creare dei tessuti a più strati in modo da creare dei rilievi che permettono degli esperimenti, con l’ausilio di materiali sintetici che si possono modificare con l’applicazione del calore, si modificano con la saldatrice creando diversi strati, rivelando quelli sottostanti.
Barbara Richards usa stoffe vegetali come il bark cloth africano, ricavato dalla corteccia dell'albero Matuba (ficus natalensis) e fibra di palma. Le piace tingere con la ruggine e creare stampe di elementi botanici.
“I miei arazzi – conclude l’artista – sono pannelli da appendere in ambienti interni e si rifanno alla tecnica “Quilt Art”, la forma d’arte che utilizza tecniche di trapunta moderne a più strati.
Negli anni di studi d’arte e design industriale a Londra, Barbara Richards ha sperimentato e creato opere in vetro e plastica per l’architettura, la litografia, la tempera e l’incisione finalizzate a decorazioni murali e affreschi, per poi scegliere di dedicarsi alla lavorazione con i tessuti, che le permettono di controllare l’intero processo di creazione in autonomia.
Oltre alle opere in mostra al Museo Walser, il laboratorio comunitario dei Götwiarchjini, a pochi metri dal Museo, esporrà dei manufatti dell’artista che si rifanno al tema della natura.
Per info sugli orari https://www.museowalser.com (cell. 370 3715172)

(c.s)