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Santuario di Re

RE - 20-04-2022 -- Come l'argento il serizzo ossolano del Santuario spicca sotto i raggi del sole, immerso com'è tra il verde della Valle Vigezzo e il cielo. E' un improvviso colpo d'occhio per chi giunge in valle dalla Cannobina e si ritrova ad ammirare con stupore lo spettacolo della chiesa dedicata alla Madonna di Re. Una costruzione neobizantina di cupole e imponenza. Troppo grande affermava qualcuno giusto cent'anni fa.
Anno di grazia 1922, è il 5 agosto quando sua eccellenza il vescovo di Novara Giuseppe Gamba, benedice le quattro pietre collocate alla base di altrettanti pilastri. Sono i pilastri che andranno a sostenere la grande cupola che sale fino a 51 metri di altezza. E quella benedizione sarà il primo momento di una costruzione che solo nel 1958 vedrà il finale con un altro rito: la consacrazione della basilica, a cura del cardinale Ugo Poletti, che allora era solo vescovo ausiliare di Novara e che solo molti anni dopo diventerà il cardinale vicario di Roma (il numero uno è il papa). Il Santuario che oggi accoglie centinaia di migliaia di visitatori e fedeli, festeggia in questo 2022 i cento anni di vita, per meglio dire i cento anni della posa della prima pietra. Parliamo ovviamente del Santuario nuovo, altra cosa è la chiesa vecchia con la lunga storia di fede e miracoli che accompagna questo spicchio di Vigezzo almeno sin dal 1494, data del sanguinamento del piccolo affresco della Madonna del latte, collocato su una parete dell'antica chiesa di San Maurizio. Quando tutto ebbe inizio. A oltre 130 anni dall'evento miracoloso, nel 1627, la chiesetta fu però completamente ricostruita per volere di un altro vescovo, Carlo Bascapè e l'affresco venne collocato sull'altare. La stessa chiesa sarà poi inglobata nel grande Santuario novecentesco e del quale rappresenta la sua parte più antica. Disegnato nel 1915 dal bolognese Edoardo Collamarini, il Santuario odierno fu materialmente costruito dagli operai e dagli artigiani della Valle per i quali la "fabbrica" divenne anche fonte di sostentamento.
Gestito dai padri oblati, con rettore il canonico monsignor Giancarlo Julita, ancora oggi il Santuario della Madonna del Sangue, con i suoi tanti pellegrini, genera economia per il paese e la Valle.
In questo 2022 della ricorrenza anche il turismo religioso rinasce e si attendono certo molti più fedeli rispetto a quelli giunti nei due anni della pandemia. Per l'anniversario è stato predisposto un calendario di eventi sacri. A dare idealmente il via, sarà il vescovo Franco Giulio Brambilla domenica 29 aprile (ore 15) con la celebrazione della messa che ricorda il miracolo del sangue. Ad agosto gli appuntamenti principali: la festa per la consacrazione della Basilica (il 7); il 21 la messa per il centenario, quando sarà offerta una rosa d'oro alla Vergine e, il 22, la festa di Maria Regina.