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Villa Martino bar cult

VILLADOSSOLA- 12-11-2021-- "L' allenatore nel pallone", "Cornetti alla Crema", "Giovannona  Coscialunga" sono solo alcune delle tante celebri commedie dirette da Sergio Martino, poliedrico regista romano, amato anche da Quentin Tarantino. Ieri sera il Maestro Martino è stato ospite al Centro Culturale La Fabbrica a Villadossola, in occasione dell’inaugurazione della mostra del progetto "Il Bar del Cult", da un'idea dell’ossolano Rocco De Vito in collaborazione con la Chapeau Films del verbanese Mirko Zullo.

 

Il partecipato incontro, moderato dal giornalista Roberto Bioglio, ha visto al tavolo dei relatori, oltre all'ospite speciale che ha coinvolto il pubblico nel racconto della sua vita dietro alla cinepresa, i due ideatori del progetto e Carlotta Beltrami, responsabile comunicazione de "Il Bar del Cult".  Tanti gli aneddoti, raccontati dal regista, sul mondo del cinema, dagli anni ’70 fino ai primi anni ’80 quando imperversava in Italia la commedia sexy con i suoi protagonisti, da Edwige Fenech, a Barbara Bouchet, da Lino Banfi ad Alvaro Vitali.

Non solo film scollacciati, diretti dal grande regista romano, nella sua lunga carriera si è dedicato anche ai gialli e ha raccontato che negli anni settanta girò un thriller proprio a Trasquera presso la galleria del Sempione, dal titolo "Morte sospetta di una minorenne". Un po' di nostalgia per un tipo di cinema e un'Italia che non esistono più: " c'era molto ottimismo, sia nel girare queste commedie, sia nell'atmosfera di quegli anni, almeno cinematograficamente, poi sono stati anni con crisi di vario tipo, a livello politico. Sono anni che io ricordo con grande piacere, anche perché a distanza di tempo questi film hanno ancora una certa presa televisiva, ci sono canali tipo canale 34 che propongono spesso i miei film" ha detto Martino che è anche uno dei protagonisti del docu-film realizzato da Mirko Zullo dedicato alla commedia italiana, in uscita nel 2022 per essere poi presentato in vari festival del cinema. Il documentario che si sta realizzando grazie allo staff di Chapeau Films Italy ha già permesso di incontrare anche critici cinematografici come Marco Giusti e Mario Sesti, e attori come Andrea Roncato, Gigi Sammarchi, Lino Banfi, Alvaro Vitali. E poi anche Renato Casaro, che è stato uno dei massimi esponenti nel disegnare la maggior parte delle locandine della commedia italiana. Circa duecento invece le locandine raccolte da Rocco De Vito, esposte nelle sale della Fabbrica fino al 28 novembre tutti i giorni dalle ore 17 alle 22 (ingresso libero).

 

Non un bar, come subito si potrebbe pensare, ma " Il Bar del Cult" è un vero e proprio viaggio alla riscoperta del cinema italiano, dagli anni sessanta fino agli anni novanta, raccontando l'epoca d'oro della commedia all' italiana, attraverso le locandine e la voce dei protagonisti.

Un tuffo nel passato e titoli che sono diventati simboli di costume e della storia del cinema italiano.

 

Elisa Pozzoli

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