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cima croce val loana gente

VIGEZZO- 10-10-2021-- Quando il meteorologo di fiducia ti dimostra, smartphone alla mano, che le previsioni odierne per la Val Bognanco sono cattive, si cambia programma senza alcuna esitazione e si punta sulla più soleggiata (oggi)  Val Vigezzo.

 

GITA N. 43 –  VAL  LOANA

LUGLIO 2021

Dislivello: 800 m. Tempo totale: 4 h 45’. Sviluppo: 12 km.

 

Al ponte di Mocogna, periferia ovest di Domodossola, si ritrovano tre verbanesi e quattro ossolani. Ci allietano anche due gentili signore. La meta odierna è nell’alta Val Bognanco, ma il nostro meteorologo di fiducia ci dimostra in modo inequivocabile che la perturbazione in arrivo passerà ad occidente e solo Val Vigezzo potrebbe esserne risparmiata. E’ così che, formati gli equipaggi, riattraversiamo l’urbe ossolana e saliamo da Malesco in Val Loana, evitando con un po’ di fortuna le devastanti code sul viadotto di Orcesco Gagnone.

 

Del resto sappiamo ormai tutti che chi si occupa della manutenzione delle nostre strade sceglie sempre, con eccezionale tempismo, l’alta stagione per eseguire, con tutta calma, i lavori necessari. Un misto di sole e nuvole, abbinato ad una splendida arietta fresca, ci rende ottimisti. Parcheggiamo in località Patqueso, quota 1150, in prossimità della partenza della mulattiera che sale all’Alpe Cortino, 1491, raggiunta anche da una strada sterrata. Raggiungiamo i bellissimi prati dell’alpe e ci godiamo per qualche minuto lo splendido panorama sulla Val Vigezzo, verso nord. Entriamo nel bosco e, lungo il sentiero evidente, arriviamo a La Cima, 1810, in poco più di un’ora e mezza da Patqueso.

 

Questa piccola bocchetta collega Val Loana e Val Cannobina. I meno pigri salgono alla croce pochi metri più in alto. Da La Cima ci dirigiamo decisamente a sud lungo la dorsale che separa le due valli, in leggera discesa, e risaliamo alla Testa del Mater, 1846. Qui manca solo Heidi, ma di caprette ce ne sono proprio tante. Breve pausa. La gita tranquilla ci consente di rifiatare più del necessario. Sempre verso sud lungo la dorsale, sul sentiero/traccia comunque evidente, con dolci su e giù e attraversando ripidi pratoni, arriviamo alla Bocchetta della Forcola, 1685 (un’ora e tre quarti da La Cima). L’ultimo tratto del sentiero che scende qui è ripido ed impervio, da percorrere con attenzione.

 

Scendiamo di poco verso Finero per pranzare in un posto adatto,   in prossimità di una piccola croce, sempre con calma. Tornati in bocchetta, ci abbassiamo sul ripido sentiero ben segnato verso la Val Loana, passando dall’Alpe Forcola, 1602, fino all’Alpe Loana, 1327. A sinistra (sud) si salirebbe verso l’Alpe Scaredi e la testata della valle dominata dalla Cima della Laurasca e dal Cimone di Cortechiuso. Noi teniamo la destra (nord) e percorriamo, in dolcissima discesa su una pista, il bellissimo pianoro verso Le Cascine e Fondo li Gabbi, Fondighebi per gli amici. In questo breve tragitto due gocce d’acqua servono solo a verificare se siamo tutti dotati di ombrello in fondo agli zaini. Una birra fresca e poi l’ultimo tratto di strada asfaltata fino alle auto (un’ora e mezza dalla Bocchetta della Forcola).

 

Qui incontriamo una breve strada sterrata che sale ad una cava di pietra ollare. Dopo strade (non quelle utili per tutti) e centraline idroelettriche con relative gallerie e prosciugamento di due splendidi torrenti, questa è la ciliegina sulla torta. Speriamo che fra le favole che i nostri figli e nipoti racconteranno ai loro discendenti non ce ne sia anche una che comincia così: “C’era una volta la meravigliosa Val Loana…..”.

Gianpaolo Fabbri          

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