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Carlo Bossone

FORMAZZA - 10-08-2021 - Inaugurerà giovedì 12 agosto (ore 17), nella sala dell'ex cinema di Ponte, a Formazza, la mostra "Carlo Bossone: uno stile, una scuola …", esposizione itinerante curata dal Comitato Fondazione Carlo Bossone 1904-1991 per ricordare i 30 anni dalla morte del maestro nato in Liguria ma che tanto amò l'Ossola.

È Carlo Bossone, un abile interprete che ha saputo anche creare un proprio cenacolo artistico che rappresenta una importante e peculiare caratteristica del mondo della pittura.
Nella lunga carriera artistica durata oltre settant’anni il Maestro ha incontrato colleghi e collaboratori di grande valore con i quali ha collaborato e dai quali ha anche molto appreso nella sua formazione artistica che ha poi trasmesso a molti pittori, sia mediante lezioni “en plen air” che mediante attività di insegnamento serale, organizzando del “corsi di pittura” e costruendo così attorno a sè una “scuola”, che ancor oggi è chiaramente individuabile nella produzione artistica di moltissimi pittori che hanno seguito il solco tracciato dal maestro.

Pertanto sono in corso di organizzazione una serie di mostre itineranti, che attraverseranno non solo il territorio provinciale ma spingeranno in più parti d’Italia.

 

LA BIOGRAFIA
Carlo Bossone è nato a Savona il 20 maggio 1904 in Via Montenotte a poca distanza dal Palazzo Comunale e dal porto della città ligure .
La sua famiglia ha origini astigiane molto importanti. Bossone infatti arriva da Castelnuovo Don Bosco ed ha legami di parentela con San Giovanni Bosco (Margherita Occhiena, madre del Santo era figlia di Domenica Bossone) e questo vincolo di fede accompagnerà Carlo per tutta la vita essendo uomo molto devoto.
Carlo sin da bambino dimostra grande talento nelle doti artistiche , tanto che riesce a disegnare ed a creare bozzetti ovunque lui si trovi , sino addirittura ad eseguire schizzi a carboncino sui muri degli edifici , come nella sua infanzia a Nichelino.
Il vero e proprio tirocinio artistico del maestro si compie a Torino dove segue i corsi serali di di figura di Ferro e Guarlotti all' Accademia Albertina . Frequenta intanto lo studio di Vittorio Cavalleri , allievo di Fontanesi , pittore alla moda e ritrattista del bel mondo, che per tre anni gli impartisce lezioni di pittura e lo porta sovente con sé a dipingere, insieme a Mario Gachet , pittore che poi incontrerà nuovamente a Domodossola .
Fin da ragazzo il maestro frequenta la valle del Monte Rosa . Suo Nonno possiede una casa in Valle Anzasca , dove il giovane Bossone trascorre spesso le vacanze, completamente assorbito nella pittura e dove incontra la sua sposa Olimpia.
Negli anni quaranta Bossone frequenta assiduamente Macugnaga , dove in estate risiede un caro amico : il pittore mantovano Mario Moretti Foggia . Della compagnia fanno parte fra gli altri il senatore Pozzo di Genova , Gilberto Govi , il senatore Treccani , il visconte Cerini e tutta l’aristocrazia che in quel tempo frequentava Macugnaga . All’epoca il paesino ai Piedi del Monte Rosa ospitava anche una nutrita colonia di artisti tra cui Aldo Mazza , Giuseppe De Giorgi ,Giovanni Botti, i Fratelli Gheduzzi , Giovanni Colmo Carlo Meloni, Peppino Onedi , i quali formavano un cenacolo culturale che si riuniva all’Albergo Passo del Turlo , di proprietà di un altro amico pittore : Henri Mariola.
Un’altra meta privilegiata di questi anni è la Valle d’Aosta dove Bossone si reca molto spesso per dipingere .Qui conosce il celebre alpinista Guido Rey di cui diventerà grande amico , e lo ospiterà sovente nella Valleè..
Nel dopoguerra il maestro , con tutta la sua famiglia , si trasferisce in Argentina dove risiedono già il padre e gli zii per motivi di lavoro. E’ un periodo di avventurose esplorazioni, che si colorano nella memoria e nei racconti di Bossone di un’aura quasi mitica. Viaggia per migliaia di chilometri , da Buenos Aires alla Patagonia , resta isolato per intere settimane nelle pampas , si spinge sino alla Cordigliera delle Ande, al lago Argentino, allo stretto di Magellano, a El Bolson , alla regione del lago Nahuel Huapì ed alla Terra del Fuego . In Argentina riscuote incoraggianti consensi : espone a Buenos Aires , a Cordoba ,a Bahìa Blanca, a San Carlo de Bariloche , a Mendoza. Nel 1949 decide tuttavia di rientrare in Italia. Soggetto privilegiato per lui fu sempre la montagna. Spesso parte con la cassetta dei colori e si allontana per giorni e giorni, pernottando nelle baite o addirittura all’aperto.
Il 2 giugno 1970 è stato insignito dell ’ onoreficenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Nel 1974 ha ricevuto a Roma il Premio Dante Alighieri.
Sue opere sono presenti in molti musei d’Italia, d’Europa, ed in Sud America.
Carlo Bossone non smetterà mai di dipingere fino quando un improvviso malore lo colpirà nella sua casa di San Carlo il 1 aprile 1991 a quasi 87 anni.