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Gianni Schicchi

VERBANIA - 04-08-2021 - E' inserito nel cartellone per le celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante Alighieri, il doppio appuntamento che tra tra giovedì e sabato è in programma al Teatro Maggiore. Protagonista è Gianni Schicchi, l'unica opera comica di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano e basata su un celebre episodio del Canto XXX dell'Inferno.
Ad introdurre il tema dell'opera ed approfondirne aspetti musicali, storici, letterari sarà giovedì 5 (ore 18.30) Francesco Gonzales. Storico dell’arte, scenografo, pittore, collaboratore del Corriere di Novara per le pagine musicali, collaboratore della “Sir Denis Mahon Foundation” di Londra, socio fondatore dell’associazione musicale “La Terza Prattica” e membro dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Novara, "Gonzales presenterà l’opera di Puccini inanellandola di rimandi figurativi, letterari e biografici alla scoperta delle mille sfaccettature di un capolavoro".
L'incontro, gratuito, anticipa la rappresentazione in scena sabato 7 agosto (ore 21) per la regia di Mauro Trombetta. Il baritono interpreterà anche il ruolo del protagonista, Gianni Schicchi; Lauretta è affidata invece al soprano Anna Rita Taliento, mentre Rinuccio è il tenore Danilo Formaggia. Zita è il contralto Giorgia Gazzola e Simone il basso Carlo Agostini. Al pianoforte Anna Bigliardi.

 

Sinossi: Firenze, 1299. La camera da letto di Buoso Donati. Intorno al cadavere di Buoso Donati, appena spirato nel suo letto, i parenti fingono di piangere, ma sono interessati soltanto all’eredità. D’improvviso, corre voce che Buoso abbia lasciato tutti i suoi beni ai frati di un convento. I parenti smettono di piangere per cercare affannosamente il testamento, che viene ritrovato da Rinuccio; prima di consegnarlo, questi vuole dalla zia il consenso alle nozze con Lauretta, la figlia di un villano, Gianni Schicchi. La zia non gli presta attenzione, attratta dal testamento in cui, con esterrefatto stupore di tutti i parenti, si legge che tutto è andato ai frati. Rinuccio suggerisce di ricorrere a Gianni Schicchi, noto per la sua cultura giuridica e per la sua astuzia. La famiglia rifiuta, malgrado l’esortazione di Rinuccio, che ha già mandato a chiamare Schicchi e la figlia. Entrando, questi si meraviglia di vedere in pianto i parenti di Buoso Donati, che immaginava felici per l’eredità; nasce una lite fra Schicchi e i Donati. Schicchi fa per andarsene, ma viene trattenuto da Lauretta, che minaccia di buttarsi in Arno se non potrà sposare Rinuccio, e prega il padre di risolvere la situazione. Gianni Schicchi cede alla richiesta della figlia, si fa consegnare il testamento ed escogita il da farsi. Fa portare via il cadavere dai parenti, ma sopraggiunge d’improvviso il medico, Maestro Spinelloccio, a guastare i preparativi. Sarà a questo punto che Gianni Schicchi, imitando la voce di Buoso Donati, decide di impersonarlo e di fare un nuovo testamento. Schicchi si traveste mentre le donne cercano di guadagnarsi il suo favore, per ottenere i migliori lasciti. A parole egli accontenta tutti, ma ricorda ai parenti che per chi si sostituisce ad altri in testamenti e lasciti, e per gli eventuali complici, la legge prevede il taglio della mano e l’esilio. Giunge infine il notaio, opportunamente avvertito. Davanti ai parenti attoniti, ma impotenti a far rilevare l’imbroglio, Gianni Schicchi fa testamento a proprio favore e, una volta uscito il notaio, scaccia i Donati dalla casa ormai diventata sua col falso testamento. Rinuccio e Lauretta, beneficiari dell’imbroglio, si abbracciano su una terrazza affacciata su Firenze, inondata di sole, mentre Schicchi invoca dal pubblico le circostanze attenuanti della condanna all’Inferno inflittagli dal “Gran padre Dante” nella Divina Commedia.

Biglietti disponibili al link https://toptix1.mioticket.it/fondazioneilmaggiore/

Si ricorda infine che da venerdì 6 agosto è obbligatorio il green pass per assistere agli spettacoli in programmazione nella sala teatrale interna del Centro Eventi.