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iMonteRosa daMacugnagaPecetto

VCO - 04-01-2021 -  Il presidente della Provincia, Arturo Lincio, affida ad una nota le sue riflessioni al margine della Giornata Internazionale della Montgna.

Troppe parole, troppe frasi fatte sulla montagna continuano ad essere prive di concretizzazione. Troppe sono le contraddizioni tra le norme dell'U.E.  per la montagna europea e le leggi nazionali.

L’incentivazione della mobilità e della competitività per contrastare l'esodo, come è il caso della strategia macroregionale EUSALP, supportata da fondi strutturali e da investimenti europei, vede nel nostro paese, anziché una delegificazione, una parallela proliferazione di norme che “escludono anziché includere” la montagna, rendendo impossibile o complicatissimo, con divieti di ogni genere, l'accesso ai fondi europei per la mobilità e la competitività.

Giovandosi della proverbiale lentezza del nostro Paese nel procedere ad una radicale riforma di una arrugginita  burocrazia, gli altri Paesi Europei avanzano.  In questi giorni stanno richiamando il nostro paese ad adottare riforme adeguate a poter realmente gestire nei tempi obbligati le risorse del recovery found…..  Meglio sarebbe adeguare leggi e regole alla realtà anziché insistere nel volere piegare la realtà a norme che non sanno tener conto del modificarsi dei tempi e delle esigenze della società.

Per quanto riguarda i problemi della montagna, la Specificità Montana richiede l’impegno della Provincia, in collaborazione con gli Enti locali, di predisporre progetti pilota per la media e alta montagna, iniziando dalle aree interne, con l'obiettivo di offrire pari opportunità di lavoro ai giovani delle montagne rispetto ai giovani che vivono nei fondovalle e nelle città.

Per contrastare l'esodo è importante insistere nelle richieste di modificare le leggi che lo hanno causato e che lo promuovono, operando per esplicitare ed ampliare le potenzialità del territorio idonee a garantire il lavoro alle giovani generazioni.

E’ necessario considerare valore prioritario il capitale umano e coltivare l’entusiasmo e le competenze delle giovani generazioni stimolando una visione del futuro che deve nascere dalla valutazione delle vulnerabilità del territorio e dalla possibilità di superarle.

La riscoperta delle radici e la ricerca di innovazione potranno rendere più attrattivo il territorio ma un grande progetto di sviluppo sostenibile sia dal punto vista economico che da quello ambientale richiede tempi adeguati e una forte condivisione.

Perciò è necessario coinvolgere le giovani generazioni perché contribuiscano alla ideazione, alla condivisione e alla realizzazione degli obiettivi  utili per raggiungere i migliori benefici economici e sociali.

Vi è la necessità di una economia di montagna forte per arrestare l'esodo e il dissesto idrogeologico ed è perciò necessario contrastare la cultura della superficialità, ovvero dell’abbandono, teorizzata da chi nega addirittura la necessità della manutenzione attiva e della cura del territorio.

Una sorta di colonizzazione intellettuale proveniente dalle città, supportata da blogger e influencer, con relative truppe orientate al "no a tutto", si presenta come salvifica  e sostitutiva dell'evoluzione dei valori culturali ed economici della montagna.

Ciò richiede la costante affermazione del diritto alla autodeterminazione della gente di montagna, frutto della cultura, delle tradizioni, delle istanze sociali e della storia dei territori.
Richiede anche la consapevole fermezza di pretendere il rispetto  dei diritti costituzionali dei nostri concittadini che vivono nelle realtà più disagiate.  Diritti che, pur essendo alla base delle regole della democrazia e dell'uguaglianza, vengono contestati da chi ritiene che chi vive in montagna debba ritenersi privilegiato di essere privato della mobilità e dei relativi servizi. Oppure debba emigrare là dove i servizi ci sono.


A coloro i quali, volendo presuntuosamente fare scuola ad altri,  fanno sfoggio della “pretesa superiorità culturale e morale di chi vive nelle città rispetto alle periferie”, possiamo ricordare che i problemi ambientali e sociali non proprio esemplari delle loro città sono sempre in attesa di un loro migliore impegno di tempo.

Fortunatamente l'arco alpino europeo, da nord a sud, è ricco di grandi energie che operano sulla stessa lunghezza d'onda e grazie all’unità di intenti e alla capacità di identificare specifici percorsi legislativi ed economici comuni si potrà contrastare validamente l'esodo dalle montagne.

E’ il caso della strategia dell’Unione Europea per la Regione Alpina nata per dare risposte alle sfide e alle opportunità comuni ai diversi territori montani europei negli ambiti “Crescita economica e Innovazione” , “Mobilità e Connettività” e “Ambiente ed Energia”
Molte sono le azioni significative che hanno ottenuto risultati importanti e che, opportunamente adeguate, potrebbero essere ripetibili.

Se ciascuno è chiamato a fare la propria parte, il nostro impegno deve essere quello di incoraggiare, formare e incentivare le nuove generazioni ad adeguare, grazie alla ricerca di innovazione e di nuove attività e professioni, le attività tradizionali della montagna a favore di una  loro espansione e di una sempre maggiore sostenibilità economica ed ambientale.