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museo mergozzo

MERGOZZO - 31-12-2020 - Durante il 2020 la terra ossolana ha restituito una serie di piccole sorprese archeologiche. Lo rende noto il Civico Museo archeologico di Mergozzo, tracciando il bilancio di quest'anno particolare, difficile per le attività culturali (sospese le attività in presenza), ma non privo di sorprese, anche positive. Partiamo dunque dai ritrovamenti. Proprio poco prima di Natale il maestro Guido Canetta, “memoria storica” di Bee, ha segnalato una pietra con segni incisi, che si è rivelata una stele funeraria di 2000 anni fa. "Ma - spiegano dal museo - questo non è stato che l’ultimo dei 'doni dal passato', iniziati già da questa primavera, quando l’Associazione Canova ci ha portato un antico peso da telaio in pietra ollare ritrovato a Ghesc di Montecrestese. Questa estate poi Enzo Sartori ha consegnato una lama di coltellino in ferro recuperata, affiorante dal terreno, all’Alpe Devero, lungo il sentiero di salita ai Piani della Rossa; frutto di ritrovamenti durante escursioni è anche la consegna di Giovanni Lana di una lama in selce preistorica raccolta a Ceppo Morelli, Alpe Coll, mentre dai dintorni di Calasca provengono ancora un reperto in selce e due frammenti ceramici d’epoca romana, recuperati in passato dalla stessa persona durante lavori agricoli. A novembre infine ci è stata conferita da Emanuele Villa un’olpe (bottiglia da vino) di I-II secolo d.C. da Bee".
Una lista che parla anche dell'attenzione di tante persone verso i tesori del passato, come del resto dimostra il buon riscontro ottenuto dalle iniziative online del Museo: rassegne di post social, quiz on line, videoeventi a distanza. "Abbiamo imparato molto e raggiunto tante e tante più persone di quante avremmo potuto fare in presenza! (e anche di quanto avremmo potuto immaginare)", spiegano da Mergozzo.

"Qualche numero: 100.124 visualizzazioni dei post della campagna di post #unrepertoalgiorno, con cui abbiamo raccontato storie e curiosità di 40 reperti del museo per 40 giorni da inizio quarantena; 41.532 visualizzazioni della campagna #pietreinviaggio, con cui siamo usciti ad esplorare tanti luoghi e monumenti in Italia e nel Mondo, che vedono l’impiego delle pietre del nostro territorio.

E poi 3.899 fruitori dei video proposti on line insieme ai nostri partner ormai consolidati Comune di Baveno/Museo Granum e Gruppo Archeologico Mergozzo.

E i tanti vecchi e nuovi amici sono poi venuti a trovarci questa estate (3.278 i visitatori e fruitori degli eventi dal vivo della rassegna “La pietra racconta” e dei vari convegni, escursioni, concerti). Abbiamo finalmente potuto accoglierVi, sia pure con delle modalità diverse dal solito che ci hanno impedito la convivialità che da anni distingue i nostri appuntamenti, ma che non per questo ci ha tolto la gioia dell’incontro. Ora vogliamo ringraziarVi tutti, seguaci a distanza e visitatori in presenza, e vogliamo rivolgere uno speciale grazie anche a quelle persone che, con atto di senso civico e fiducia nella nostra istituzione museale, ci hanno consegnato e segnalato reperti archeologici.
Anche un doveroso grazie all’amministrazione comunale di Mergozzo che sostiene la nostra attività e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente sul nostro territorio, per la guida e il supporto scientifico che ci offre, senza i quali non sarebbe stata possibile l'inaugurazione della nuova Sezione Paleontologica del Museo con i fossili della Valle Strona".