1

lumineri 201745

CANNOBIO - 28-12-2020 -- Arrivederci al 500°. Tra gli effetti nefasti che il Covid-19 e le misure di contenimento applicate comportano, c’è anche la sospensione dei lumineri. Da 499 anni la più antica e sentita cerimonia devozionale della provincia si tiene, a Cannobio, il 7 gennaio. Evoca il miracolo che, nel 1522, accadde nell’allora osteria di Tommaso Zaccheo. Da un quadro raffigurante la Pietà di Cristo appeso al muro caddero, in giorni diversi del mese di gennaio, pezzi di osso e sangue. Un fatto miracoloso che, riconosciuto dalla Chiesa e il cui culto fu promosso dal cardinale Federico Borromeo, portò alla costruzione, in quel luogo, di un santuario -intitolato, appunto, alla Santissima Pietà- e alla celebrazione di una precisa liturgia. Ogni 7 gennaio la reliquia della Sacra Costa, custodita in una nicchia dell’altare della basilica di San Vittore, viene calata e portata in processione al santuario. La processione avviene al buio, con il borgo di Cannobio spento e rischiarato solo dalle fioche luci di migliaia di lumini collocati lungo le strade, agli usci, ai balconi e sui davanzali. È una cerimonia molto suggestiva che richiama annualmente centinaia di fedeli. È una cerimonia che, nel 2021, non si farà per l’impossibilità di garantire le norme di sicurezza contro il Covid-19.

Il programma religioso prevede nella serata di mercoledì 6, alle ore 20 al santuario, la celebrazione penitenziale. Alle 17,30 dell’indomani la santa messa in collegiata, con la discesa della costa e la sua benedizione. Venerdì alle 15 l’evento si concluderà con l’ultima messa in San Vittore e la salita della costa nella sua teca.

Con i lumineri salta anche la tradizione popolare che vede tutti i locali di Cannobio servire, nel giorno della festa, un menu a base di pasta e fagioli, luganighe e verze, cioè i piatti che la tradizione vuole consumati la sera del miracolo.

Per i fedeli l’appuntamento è per il 2022, quando cadrà il 500° anniversario del miracolo.