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alpe solcio

ALTO PIEMONTE- 20-12-2020-- Questa domenica con Gianpaolo Fabbri andiamo in gita al rifugio Pietro Crosta all’alpe Solcio:

GENNAIO 2014

Dislivello: 800 m. Tempo di salita: 3 h 10’. Tempo totale: 4 h con sci - 5 h con ciaspole

Partiamo nonostante previsioni incerte e il nostro coraggio sarà premiato da una bella giornata. C’è, comunque, troppa neve, anche recente, per pensare a itinerari presuntuosi. Anche il vento dei giorni scorsi ha contribuito a creare condizioni pericolose del manto nevoso quasi ovunque. Non volendo dare lavoro in più al Soccorso Alpino, già super impegnato di questi tempi, optiamo per una gita sicura, in ambiente bellissimo e con meta estremamente ospitale. Il Rifugio Pietro Crosta, all’alpe Solcio, ai piedi del maestoso gruppo Diei – Cistella, è stato rigenerato negli ultimi anni da Marina ed Enrico, due professionisti della montagna. Con le loro continue e belle iniziative, con la loro sempre squisita ospitalità e con il loro lavoro di preparazione e controllo dei vari itinerari d’accesso a Solcio hanno trasformato il rifugio in una delle mete più ambite, con qualsiasi tempo, per qualsiasi capacità ed in qualsiasi stagione. E’ sufficiente un minimo allenamento ed un po’ di dimestichezza con la neve, almeno in gennaio. Oggi cerchiamo di soddisfare tutti i componenti del nostro gruppo, cani compresi, ed organizziamo un’escursione mista per ciaspolatori, sci-alpinisti e border collie. Partiamo da Maulone, quota 950, lungo la strada Varzo – San Domenico. Troviamo anche il comodo posteggio sgomberato dalla neve. Qui inizia la strada, oggi ben innevata, che, in circa 9 km, conduce a Solcio. Acquisita conoscenza di nuove attrezzature, con le consuete difficoltà dovute all’età avanzata,, gli sci-alpinisti si lanciano all’inseguimento dei ciaspolatori, ma oggi nessuno ha fretta e ci si ricongiunge rapidamente. Seguiamo sempre la strada, perfettamente battuta fino a Solcio. La calma odierna è dovuta anche all’indisposizione di un anziano, che ci ha seguiti eroicamente anche oggi, con il permesso del suo geriatra, nonostante un’indisposizione che gli toglie miracolosamente, oltre alle energie, anche l’appetito. Passiamo Maulone Sopra (1052) e Ple (1111). Prima di Salera (1203) il border avvista due caprioli, ma la faccio (è una signorina!) subito desistere da un vano tentativo di far loro compagnia. Sarebbe come se il suo padrone tentasse di inseguire Damiano Lenzi in salita. A Salera, dopo un’ora di marcia, ci concediamo la solita dolce colazione. Seguono La Pree (1297), Calantiggine (1439 – quasi due ore da Maulone), Astolo (1581) e Solcio (1750), dove arriviamo dopo tre ore di cammino facile e tranquillo. E’ presto e siamo costretti ad un lungo aperitivo, prima di gustare l’ottima cucina di Marina. L’anziano influenzato mangia molto meno del solito e questo conferma la gravità del suo stato di salute, ma siamo sicuri che sopravvivrà anche oggi. A digestione quasi completata, noi sciatori salutiamo gli amici e ci avviamo verso valle con l’indispensabile prudenza da adottare dopo pranzo, raggiungendo Maulone in tre quarti d’ora.

Gianpaolo Fabbri

 

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