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fabbri alpe caneto

 

VIGEZZO- 13-12-2020-- La spensieratezza estiva, o meglio l’illusione che il virus si fosse estinto da sé, non c’è più. Quindi affrontiamo in pochi e ben lontani fra di noi un’escursione abbastanza lunga e non particolarmente faticosa sui bei versanti soleggiati della Valle Vigezzo.

GITA ALPE CANETO

16 OTTOBRE 2020

Dislivello: 950 m. Tempo totale: 5 h.

Due auto trasportano quattro persone in assetto taxi, autista davanti e passeggero dietro, a La vasca, 974, un chilometro dopo Craveggia. Tre maschietti e una forte signora, guidati da Asia, parcheggiano dopo il primo tornante della strada che sale a Blitz. La giornata per ora promette un bel sole con il suo dolce tepore. Dal tornante imbocchiamo il sentiero che nella prima parte sale e poi “traversa” dolcemente verso oriente fino ad Al Crest, 1250. Qui si vira a nord e si inizia nuovamente a salire fino all'Alpe Cortignasco, 1543 (un’ora e un quarto). Dai bei prati dell’alpeggio si rientra nuovamente nel bosco, non più di faggi ma di abeti e larici, su una bellissima mulattiera a tornanti. A quota 1600 troviamo la prima neve, residuo di quella caduta ieri.

Dopo tre quarti d’ora, fuori dal bosco, si raggiunge lungo un morbido pendio la Bocchetta di Sant’Antonio, 1844. Una lapide sul muro della cappella rifugio ricorda tre finanzieri travolti dalla valanga nel 1941, a poca distanza da qui, nella discesa verso i Bagni di Craveggia. Qui i cartelli segnaletici forniscono tempi di percorrenza molto ottimistici. Complimenti agli skyrunner che li hanno indicati! Dopo una breve sosta ci dirigiamo verso nord est lungo il sentiero pianeggiante che aggira il Monte Ziccher sul versante settentrionale in ombra. I venti centimetri di neve di ieri qui sono intatti. Dopo dieci minuti usciamo nuovamente al sole e, proseguendo lungo il sentiero più basso, scendiamo alle bellissime baite dell’Alpe Caneto, 1820, sede di un bivacco (mezz’ora).

Qui dovremmo pranzare al sole, che però ci tradisce e si nasconde dietro nebbie vaganti che, oltre a toglierci buona parte del panorama, ci costringono ad un abbigliamento già invernale. L’arietta frizzante accelera le operazioni e torniamo ben presto sui nostri passi. Ci alziamo di una cinquantina di metri verso la Cima di Caneto sul ripido pendio che sovrasta l’alpe, allo scopo di favorire la digestione. Incrociamo il sentiero alto che ci riporta a quello del mattino, che seguiamo fino alla Bocchetta di Sant’Antonio. Qui, per non smentire la nostra fama di “signori degli anelli”, ci dirigiamo a sud lungo il sentiero M37, evidente e ben segnato, che contorna i contrafforti occidentali e poi meridionali del Monte Ziccher. Scendiamo così all’Alpe Oro, 1560, e a Blitz. Due ore dall’Alpe Caneto.

Per sciogliere gli anziani muscoli e sgranchire un po’ le gambe, ci sorbiamo i due chilometri abbondanti d’asfalto fino alle auto. Se non fosse stato per il virus maledetto, avremmo perso un quarto d’ora questa mattina per portare qui un’auto e tornare così a La Vasca. Ma in quattro non si può … Una bevanda nella triste solitudine autunnale del bar allevia parzialmente il nostro disappunto.

Gianpaolo Fabbri

 

 

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