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VARZO -11-12-2020 - Un editoriale della presidente delle Aree protette dell'Ossola, Vittoria Riboni, a proposito di montagna e sci.

A dicembre sono caduti i primi fiocchi di neve che sanciscono l'inizio della stagione invernale. Neve per la montagna vuol dire tranquillità per alcune specie che possono così nascondersi dai predatori ma vuol dire anche l'inizio della stagione turistica, essenziale per la fragile economia delle popolazioni montane.

Purtroppo, le restrizioni dell'ultimo DPCM non consentono l'avvio delle stazioni sciistiche e la montagna riscopre in questi giorni, in modo drammatico, l'importanza e il valore delle attività legate alle discipline olimpiche.

Gli storici narrano che nel lontano 1903 tre uomini arrivarono dalla Svizzera in Formazza con degli strani “zoccoli ai piedi”. L'uso degli sci consentiva spostamenti più rapidi e agili e presto superarono l'uso delle ciaspole. Le popolazioni walser uscirono dall'isolamento e lo sci divenne elemento identitario dell'arco alpino. Con il passare degli anni, da strumento di scoperta ed esplorazione della montagna divenne, prima una disciplina sportiva, poi olimpica ed infine, l'asse portante del turismo invernale fino ad oggi.

Nei Comuni del Parco spetta all'Alpe Devero il primato del primo impianto di risalita grazie allo Sci CAI Gallarate che installò il primo skilift di 800 mt (il Cazzola 1) già nel 1949.

Seguono a distanza, San Domenico di Varzo con la piccola manovia nel 1965 (300 m) e le sciovie di Prato Berto 1, nel '67, e Prato Berto 2, nel '69. Infine, presso l'Alpe Cheggio in Antrona si iniziò con una piccola manovia.

Oggi, nel pieno dibattito sul futuro della montagna tra cambiamenti climatici e domanda di fruizione, le discipline olimpiche si confermano essere le attività traino attorno alle quali si sviluppa l'offerta turistica nella sua più ampia declinazione. Ma soprattutto sono ancora un'importante opportunità per i giovani, che imparano attraverso le scuole di sci l'approccio responsabile alla neve e, un'occasione per i nostri ragazzi di montagna di emergere attraverso gli sci club e magari, un domani, diventare i primi promotori dei nostri territori.

Foto: il primo impianto a Devero (Foto Sci Cai Gallarate)