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BOGNANCO- 15-11-2020-- Questa settimana Gianpaolo Fabbri

ci accompagna in una escursione al Pioltone ed Agro, in alta val Bognanco:

PREMESSA. La salita al Pioltone è piuttosto faticosa nel tratto finale, lungo il ripido sentiero che parte dal Passo di Monscera ed è completamente esposto al sole. In vetta si gode di uno splendido panorama e, spesso, della compagnia di capre di confine un po’ troppo invadenti.

PIOLTONE - AGRO

27 AGOSTO 2020

Dislivello: 1100 m. Tempo totale: 5 h 30’. Sviluppo: 15 km.

In una bella giornata di fine agosto dieci ragazzi, in prevalenza pensionati, e la loro badante salgono a San Bernardo, 1628, e parcheggiano. Era da tempo che non ci permettevamo di lasciare gli ombrelli sulle auto. Lungo la gippabile per il Rifugio Gattascosa scendiamo ad attraversare il Rio Rasiga e risaliamo al rifugio Il Dosso e di qui all’Alpe Monscera, 1971, ed al passo omonimo, 2103. Dopo un’ora e mezza abbondante di cammino tranquillo ci concediamo una pausa in religiosa contemplazione delle meraviglie che ci circondano. Alleggeriamo gli zaini in previsione di ridiscendere qui, dove un amico esordiente meno allenato ci aspetterà. La sua decisione si rivela subito di grande saggezza in quanto il sentiero s’inerpica quasi subito dal passo di Monscera, in presa diretta verso nord est, lungo la linea di confine italo – svizzera.

Per smaltire gli eccessi culinari della sera precedente un pensionato ossolano inserisce la sesta e ci abbandona ad arrancare faticosamente sul ripido pendio. Quando lo raggiungiamo in vetta al Pioltone o Camoscellahorn, 2612, dopo più di un’ora di sana fatica, sembra già annoiato e pronto a ridiscendere, nonostante la compagnia di capre invadenti e di stupendi panorami. Ci permettiamo una sosta consistente, fotografando e difendendoci a racchettate dagli assalti caprini. Molti escursionisti hanno deciso oggi, come noi, di soffrire sui ripidi pendii del Pioltone. Ripiombiamo rapidamente sul Monscera (mezz’ora) e sostiamo per il pranzo in riva a quel che resta del laghetto, dove un grande specialista novarese, che si allena in riva al Ticino, si esibisce nel lancio radente sull’acqua di piccole pietre piatte e tondeggianti, facendole rimbalzare da una sponda all’altra.

Riprendiamo la via del ritorno e, sotto l’Alpe Monscera, propongo agli amici una comoda variante che, almeno oggi, viene apprezzata. Imbocchiamo un sentiero sulla sinistra che risale per qualche decina di metri fino ad incontrare l’evidente sentiero che dall’alpe porta al Lago d’Agro, 2022, secondo me erroneamente chiamato Lago d’Arza sulla cartina CAI più aggiornata. Diretti a nord est raggiungiamo lo splendido laghetto in tre quarti d’ora dal laghetto di Monscera. Dopo la meritata contemplazione viriamo a sud e, in mezz’ora, chiudiamo il piccolo anello odierno sulla gippabile poco sopra l’Alpe Arza e il Rifugio Il Dosso. Proseguiamo per San Bernardo tagliando, grazie al sentiero, qualche tornante. Al rifugio in prossimità del parcheggio brindiamo al compleanno dell’amico che, per smaltire l’eccesso di cibo, corre dal Monscera al Pioltone.

Gianpaolo Fabbri

 

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