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ALTO PIEMONTE-01-11-2020-- Il tavolo delle Regioni

per l'apertura degli impianti invernali deve consentire di avere in tempi rapidi regole certe per praticare sport e divertirsi sulla neve e sul ghiaccio in sicurezza, per rispondere agli operatori del settore, anche individuando ristori e finanziamenti ad hoc, per salvaguardare migliaia di posti di lavoro, per far decollare la stagione e così permettere flussi di turisti e dunque economici di miliardi di euro, importantissimi per la montagna: "Uncem - si spuega in un comunicato-non ha dubbi: si usino queste prossime due settimane per definire - impiantisti, Fisi, Regioni, Governo, Comitato tecnico scientifico nazionale, Enti locali, Uncem insieme - un piano operativo efficace e snello. Regole chiare e certe, come abbiamo visto ad esempio applicate per la "bolla" che si è mossa con il Giro d'Italia, riducendo nelle tre settimane di corsa i contagi da covid-19 del 70% rispetto alla media del Paese.

Uncem è al lavoro - con il Presidente nazionale Marco Bussone, con tutte le Uncem regionali e in particolare con i Presidenti delle Delegazioni della Lombardia, Tiziano Maffezzini, e del Piemonte, Roberto Colombero - per agevolare la partenza del sistema turistico dei prossimi mesi, supportando le località dove insistono impianti di risalita e quelle valli dove si sono definiti altri sistemi ludico-sportivi. Non le prime senza le seconde: ogni valle alpina e appenninica ha le proprie vocazioni che vanno esaltate tutte, secondo Uncem. 

Occorrono per il sistema-neve degli interventi normativi e finanziari, urgenti. "Il DPCM di chiusura fino al 24 novembre degli impianti è uscito in concomitanza delle promozioni di skipass stagionali disincentivando dall'acquisto la clientela. Oggi scuole di sci sciclub e noleggi appaiono smarrirti - evidenziano Maffezzini e Bussone che stanno mappando la situazione nelle diverse località sciistiche, in accordo con Arpiet, Federfuni, Anef - Gli skipass stagionali rappresentano per molte stazioni piemontesi un giro d'affari di almeno il 30% della stagione invernale: il DCPM ha già intaccato questo giro d'affari ancora prima di aprire. 

Gli impianti di risalita sono aperti durante 4-5 mesi invernali, quasi tutti i gestori non hanno introiti rilevanti per i restanti 8 mesi dell'anno, finanziariamente devono quindi sostenere i costi dell'apertura, della sicurezza e della neve senza sapere se potranno effettivamente essere aperti e con quali condizioni. La situazione del comparto rischia di essere drammatica. Soprattutto, anche se aperti, le misure covid rappresentano un sovracosto e limitano l'affluenza creando di fatto una non economicità di gestione. Occorrono precise misure per il 'ristoro' degli operatori. Serve chiarezza e il tavolo da fare con tutti gli attori, pubblici e privati, del settore in campo, è urgentissimo.

Va evitato ogni minimo danno a tutto l'indotto che lo sci si porta addosso, alberghi, ristoranti, esercizi commerciali. Uncem sta con operatori, impiantisti, maestri di sci, guide, albergatori. I Sindaci sono pronti, insieme, a lavorare per aprire la stagione in sicurezza ed evitando ogni perdita. Escludiamo già oggi, lavorando bene, i danni gravissimi di domani, grazie a regole chiare e precise"