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gita troncone fabbri

ANTRONA- 23-08-2020--Quest'oggi Gianpaolo Fabbri

ci porta in gita alla Valle del Troncone, in alta valle Antrona:

 

PREMESSA. Uno dei gioielli del nostro territorio è sicuramente la Valle del torrente Troncone, che scende da sud ovest ad alimentare il Lago di Campliccioli. Siamo nel Parco Regionale dell'Alta Valle Antrona e questo ha salvato, per ora, questi luoghi meravigliosi dalla “longa manus” dell' “homo idroelettricus”, degenerazione moderna dell'homo sapiens. Il livello d'attenzione deve, comunque, rimanere elevato perchè abbiamo imparato da tempo, a nostre spese, di cosa sia capace tale homo.

GITA N. 144

VALLE DEL TRONCONE

23 AGOSTO 2017

Dislivello totale: 750 m. Tempo totale: 4 h 45' Sviluppo: 12,8 km.

Due scrittori veri e un dilettante taroccato, insieme ad una giovane coppia, sono guidati da un grande editore che vuole condividere con gli amici le meraviglie di uno degli angoli più intatti e belli dell'Ossola, fortunatamente ancora risparmiato dalla mano nefanda degli imprenditori dell'energia. Ma attenzione in ogni caso perchè l'homo idroelettricus ha risorse infinite! La guida odierna è un grande ottimista e ci presenta il tragitto come un giretto di 3 – 4 ore. Penseremo con riconoscenza a lui quando, in sede di consuntivo, ci accorgeremo di aver camminato quasi cinque ore per percorrere la prima metà del “giretto”. Saliamo in auto dal Lago di Antrona verso la diga di Campliccioli e posteggiamo al termine degli stretti tornanti, dove parte il sentiero per i Laghi di Trivera., quota 1300. Inutile dire che il “fondo editoriale” della guida ci regala una giornata stupenda. Alle prime baite che incontriamo (Alpe Crevaloscia?) ci teniamo sulla destra e troviamo il sentiero, non troppo evidente ma ben segnato, che sale in presa diretta, come molti sentieri in questa valle. Alzandoci con attenzione sul terreno umido, catturiamo scorci bellissimi sul Lago di Antrona a picco sotto di noi. Dove il fitto bosco si dirada il sentiero si dirige verso destra (ovest) e la salita si addolcisce fra larici e prati che portano ai 1896 metri dell'Alpe Larticcio e delle sue torbiere (1 h 45'). Dopo il severo e poco invitante tratto iniziale siamo entrati nel mondo delle fiabe. Una camoscia seguita dal suo piccolo che vola letteralmente poco lontano da noi sembra confermare la nostra impressione. Pizzo del Ton e Pizzo San Martino dominano il nostro orizzonte meridionale. Il tragitto, non sempre evidente, è, comunque, segnato. Dopo un tratto pianeggiante ed una leggera salita, sempre diretti a sud ovest, scendiamo all'Alpe Valaverta di Sopra, 1974 (45'), punto più alto dell'escursione. Il paesaggio è sempre da cartolina. Di qui scendiamo decisamente, su sentiero ora evidente, a Valaverta di Sotto, 1797, e a Torgna. Siamo nel vallone del Riale della Torgna o Rialone. A quota 1600 circa (45') raggiungiamo il bivio che, sulla sinistra, porterebbe ad attraversare il Rialone ed a risalire verso gli alpeggi di Larciero, Castello e Lareccio per scendere a Lombraoro di Sotto e richiudere il lungo anello a Campliccioli. Fin qui ce la siamo presa con la meritata calma, ma le ginocchia dei quattro anziani non sono perfette, alcune addirittura bioniche, e decidiamo di rinviare la seconda metà del giro a data da destinarsi. Invece di attraversare il riale scendiamo direttamente verso l'estremità meridionale del lago di Campliccioli, 1352 (30'), pranziamo e rientriamo lungo le rotaie in rifacimento della sponda orientale (30'). Non avevo mai visto il livello del lago così basso, la sua lunghezza quasi dimezzata, da 1300 a 700 metri. Dal parcheggio in prossimità della diga camminiamo per circa due chilometri sulla strada asfaltata (30') e torniamo alle auto. Il progettista della gita da otto ore abbondanti anziché quattro si fa perdonare offrendoci una birra al Lago d'Antrona.

Gianpaolo Fabbri

 

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