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VERBANIA – 20-02-2020 -- Il ballo dei bambini

il pomeriggio e la satira della Giubiascia la sera, seguita dal teatro dialettale. Inizia oggi, Giovedì grasso, il Carnevale verbanese. L’appuntamento più atteso è quello della sera, al teatro Maggiore, dove i “reali” verbanesi faranno il loro ingresso, lasciando poi spazio al console Pacian XXV, al secolo Claudio Loraschi, che irromperà sul palco e -insieme al suo fidato segretario Pino- declamerà l’irriverente discorso che mette alla berlina gli amministratori cittadini. “I pacian da Intra”, l’associazione che storicamente cura il Carnevale verbanese, si occuperà anche di beneficenza, presentando il defibrillatore che sabato mattina sarà installato in piazzetta San Vittore e consegnando l’onorificenza del “Viturin d’or” ad Alfredo Fasolo, organizzatori di eventi podistici verbanesi in città. A seguire, come sempre, spazio al dialetto. La Cumpagnia dul dialett da Intra propone la commedia “Ul suspett”, scritta da Gabriella Bonazzi con regia di Renato Cavallaro.

Il primo appuntamento, però, è per i più piccoli. A Villa Giulia (ore 15) si terrà il ballo dei bambini in maschera, che sarà poi replicato -come da tradizione- nello stesso luogo e allo stesso orario nel giorno di Martedì grasso, che farà calare il sipario sul Carnevale.

Il clou sarà in piazza Fratelli Bandiera a Intra, dove sabato e domenica il Comitato Sassonia ha tenuto un partecipato anticipo carnascialesco (nella foto), mandando esauriti i piatti serviti allo stand gastronomico (polenta e salsiccia e trippa e salamini) mostrando in anteprima e a ritmo di fisarmonica le maschere verbanesi. La sfilata per le vie di Intra partirà alle 14,30. Il corteo si muoverà sino in piazza per il bis del discorso satirico e la distribuzione gratuita di tortelli, cioccolata e vin brulè.

In mezzo il ricco programma propone sabato pomeriggio la sfilata delle maschere a San Maurizio di Ghiffa e la sera, a Casa Ceretti, un appuntamento cultural-umoristico sul dialetto dal titolo “Intra…ttenendo cunt la partecipazion da tu’cc quei che ii voeran”.