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DOMODOSSOLA - 26-01-2020- Ieri sera presso la Cappella Mellerio

in Piazza Rovereto si è tenuto il primo incontro del ciclo di conferenze volute dall’Associazione culturale Ruminelli e l’editore domese Grossi con il patrocinio del Comune di Domodossola. Ospite del primo evento Enrico Fovanna, autore del libro “L’arte sconosciuta del volo” romanzo fresco di pubblicazione della casa editrice Giunti. Fovanna è tornato con questo libro dopo ventitré anni dall’uscita del suo primo capolavoro “Il pesce elettrico” del 1996 rieditato dalla casa editrice Giunti nel 2019. A dialogare con l’autore è stata Paola Caretti, che recentemente ha pubblicato un nuovo libro “Due Volte Gala”.

“Indietro non si torna” è il titolo dell’articolo comparso ieri su “La Repubblica” che ha magistralmente recensito la nuova pubblicazione di Fovanna. Anche su “Tutto libri”, inserto dedicato alla lettura de “La Stampa” ieri si è parlato del libro di Fovannna e della Val d’Ossola.

“Il libro è un ‘gioco con il tempo’” ha detto Fovanna “in cui ho voluto tornare indietro nel tempo ma sopratutto nei luoghi della mia infanzia, che a distanza di quarant’anni non sono cambiati granché. È buona norma che ogni scrittore, o aspirante tale, ripercorra una storia nota, un ‘topos’ della letteratura, in modo personale; io questa volta ho cercato di fare qualcosa di diverso: “L’arte sconosciuta del volo” è un libro per i giovani che non hanno vissuto quest’epoca”.

La storia è ambientata in due momenti distinti della vita del protagonista, a distanza di quarant’anni: l’infanzia e la vita adulta. I luoghi in cui è ambientato sono quelli del paese di Premosello, della Val Grande, della Val Anzasca e del Lago d’Orta. I personaggi sono tutti esistenti “pescati da un mondo reale, dai ricordi d’infanzia”. Alcuni di essi compaiono con il loro nome, altri sono frutto della fantasia dell'autore. La storia è un omaggio alla famiglia di mio padre: sua sorella morta nel 1943 di meningite e suo fratello durante il rastrellamento nazifascista della Val Grande dell’estate 44. Lo stile è breve e coinciso, forse è dovuto ai 30 anni di carriera giornalistica e a più di 15 anni come cronista dell’aurore. Dominante è il tema dell’amore “platonico” tra bambini che è caratterizzato dalla stessa intensità emotiva di quello di un padre per la propria figlia. “Il libro” ha concluso l’autore “non è un giallo ma un romanzo di amore e sentimenti con dei delitti sullo sfondo.”

Eugenio Lux