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DOMODOSSOLA- 06-07-2019- Venerdì Palazzo Silva ha riaperto

i battenti, a cinquecento anni dalla sua edificazione, con un nuovo allestimento ed una singolare  mostra  che celebra l'arte legata alla disabilità. Anche quest’anno l’apertura dei Musei Civici di Palazzo Silva è stata resa possibile grazie alla  sinergia tra l’Amministrazione comunale e la Fondazione Ruminelli che si serve per l’apertura del museo dell’esperienza dell’Associazione Musei d’Ossola. Il taglio del nastro è stato preceduto in Cappella  Mellerio, da una conferenza di presentazione da parte del sindaco Lucio Pizzi, dell' assessore alla cultura Daniele Folino, dell'assessore alla coesione sociale Antonella Ferraris, del presidente del CISS  Ossola, Giorgio Vanni, del coordinatore del centro diurno Il Melograno, Massimo Vicedomini, e del conservatore delle raccolte civiche Antonio D' Amico, il quale ha curato l'allestimento di Palazzo Silva con la collaborazione di Stefano De Zotti. Il nuovo allestimento  svela alcune collezioni che arredano il palazzo rinascimentale e gli restituiscono una nuova brillantezza: dalla sala dell’armeria alla  cucina dove si possono  ammirare alcuni capolavori dell’artista ottocentesco Federico Ashton, fino al secondo piano che ospita anche alcuni  pregevoli manufatti lignei provenienti  dalla Chiesa dei Cappuccini del  Sacro Monte Calvario di Domodossola, tra cui la bellissima ancona intagliata con San Francesco che riceve le stimmate, ad opera di Giulio Gualio e la sala d’onore caratterizzata dalle  due pale d’altare  di Lorenzo Peretti e Giuseppe Mattia Borgnis.   E per la prima volta, in mostra l’inedito "Ritratto di Gian Giacomo Galletti " dipinto  da Carlo Giuseppe Cavalli, che grazie a un munifico contributo di un privato è stato restaurato.   Dopo un’attenta manutenzione delle superfici murarie interne da parte della ditta Barberi restauri, diretta da Federico Barberi, ogni sala è stata oggetto di una riorganizzazione, restituendo al palazzo una dimensione più coerente con la sua storia di “casa museo”. Le tante collezioni, acquisite nel corso del tempo dalla Fondazione Galletti e oggi di proprietà della Città di Domodossola, hanno trovato una degna collocazione che le mette in dialogo con alcune opere d’arte contemporanea, sul tema dell’abitare, eseguite da artisti e da “artisti con disabilità”.   La  mostra " La stanza in cui mi piace stare solo" è nata  dalla collaborazione tra gli assessorati alla Cultura e alla Coesione Sociale del Comune di Domodossola, il CISS – Ossola, la Cooperativa Universiis e Idea Copernico di Milano, un progetto attivo dal 2016 presso il Centro Diurno Disabili il Melograno. Si tratta del  risultato di un workshop di arte contemporanea ideato e curato dall’artista Gianluca Quaglia, realizzato dapprima presso Idea Copernico a Milano e poi insieme al “Gruppo Appartamento” del CISS – Ossola di Domodossola, in occasione dei primi dieci anni dalla nascita. I protagonisti che si sono cimentati in questa attività sono: Paolo Battisti, Mercedes Ceccarelli, Flavio Del Grosso, Luca Giuliano, Vittoria Iskra, Andrea Paraboni, Andrea Pellanda, Carlo Pellanda Annamaria Pennisi, Marco Piretti, Luciano Ponte e Rosalba Scaduto.  La  mostra  accoglie  anche opere di artisti contemporanei che si sono interfacciati con la diversità: Daniela Ardiri, Devis Bergantin, Ilaria Cuccagna, Donatella Izzo e Matteo Suffritti. Nel corso della serata inaugurale si è tenuto anche un  concerto in piazza Fontana organizzato dal festival Oxilia. Si è esibito il duo Manfred Nesti al clavicembalo e Anselmo Quartagno al flauto.   Fino al 29 settembre si potrà visitare Palazzo Silva ogni giovedì e venerdì dalle 15 alle 19 e sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Il  costo del biglietto intero è di 4 euro.  Inoltre i  visitatori che verranno a Palazzo Silva nei mesi di  luglio e  agosto il venerdì tra le 16 e le 18 potranno essere accompagnati nella visita dagli artisti con disabilità del CISS – Ossola, per scoprire i segreti che risiedono nelle opere esposte.  Infine, all'ingresso della mostra, sarà possibile devolvere un'offerta per restaurare alcune opere  di Philipp Peter Roos, detto Rosa Da Tivoli, pittore tedesco del periodo barocco: due tondi, un ovale e un paesaggio, custoditi all'interno di Palazzo Silva. 

Elisa Pozzoli

Foto e video di Ale Velli

 

 

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