1

Tibaldi

DOMODOSSOLA - 02-10-2018 - Il Comune di Certosa di Pavia che gli diede i natali, ricorda Ettore Tibaldi dedicandogli sabato prossimo una conferenza dal titolo "Un 'medico sovversivo' nella storia di Pavia, dell’Ossola e dell’Italia repubblicana: Ettore Tibaldi"

L'appuntamento è per sabato 6 ottobre alle ore 17 presso la palestra comunale di Certosa di Pavia (via Togliatti 12) dove accanto alla conferenza sarà allestita una mostra di documenti inediti e di fotografie storiche, in ricordo di Ettore Tibaldi. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Certosa in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza di Novara, con l’Istituto storico della Resistenza di Pavia, con la partecipazione del Comune di Domodossola, con l’Anpi provinciale di Pavia e di Domodossola.

Ettore Tibaldi (1887-1968), allievo di Achille Monti, è stato docente di Anatomia Patologica all’Università di Pavia e protagonista della storia della democrazia pavese nei primi anni del Novecento. Repubblicano e socialista Tibaldi fu il leader dell’interventismo democratico nel 1914-1915 tra gli studenti dell’Università e soldato volontario nella Prima guerra mondiale. Nel dopoguerra fu oppositore del fascismo e organizzatore del movimento repubblicano “Italia Libera”. Nel 1926 fu licenziato dall’Università e allontanato da Pavia per le sue idee antifasciste (ben prima dell’obbligo del giuramento di fedeltà al regime per i docenti universitari). Riparò a Domodossola, dove divenne primario del locale ospedale e dove costituirà, malgrado l’oppressiva sorveglianza del regime, il movimento antifascista ossolano fino a divenire presidente della Repubblica Partigiana dell’Ossola nel settembre-ottobre 1944. Esule in Svizzera, nel dopoguerra sarà reintegrato nell’insegnamento, eletto più volte senatore per il Partito socialista italiano (aderirà nel 1964 al Psiup) giunse a ricoprire la carica di vicepresidente del Senato.

Un legame forte, quello di Ettore Tibaldi con il territorio pavese, con la sua Università e con la val d’Ossola, da riscoprire e da valorizzare, tanto più che si tratta di un personaggio per molti versi atipico nel panorama antifascista italiano, soltanto recentemente riscoperto da storici e ricercatori. Fino ad ora la sua vita avventurosa e la sua autentica epopea politica era stata narrata soltanto da Giorgio Bocca, nel suo fortunato libro Una repubblica partigiana. Ossola 1944, in cui è ricostruita la straordinaria vicenda della Repubblica dell’Ossola, un esperimento unico di amministrazione civile e democratica in un piccolo lembo di Italia liberata dal nazifascismo.

L’iniziativa del Comune di Certosa, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Ettore Tibaldi e in concomitanza con le celebrazioni commemorative domesi per la Repubblica dell’Ossola, vuole proprio ricordare questa straordinaria figura politica, protagonista della storia italiana. Alla conferenza interverranno Pierantonio Ragozza, storico e dirigente scolastico del Liceo “U. Spezia” di Domodossola, Andrea Pozzetta, dottore di ricerca in storia presso l’Università di Pavia e Piergiacomo Garlaschelli, curatore della mostra nonché erede dei cimeli e dei documenti storici di Ettore Tibaldi.

Da uno scritto di Ettore Tibaldi:
«È mia intenzione di attendere più tardi a un lavoro di più ampio respiro che usufruisca dei preziosi archivi della Resistenza ossolana e dia un quadro completo dell’indomito valore, dello spirito di sacrificio e della rara capacità di reggimento civile dimostrati, nella lotta contro la tirannide, dai partigiani e da tutta la popolazione di questa rude regione alpestre, a nessuna seconda nel contributo versato alla sventurata ma sempre gloriosa nostra Patria. Uno sforzo così organico e sistematico di autoamministrazione, che gli Ossolani hanno compiuto da soli e con mezzi scarsissimi».