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Gianluca Diana pic Marco Mancini

ARONA - 20-08-2018 – Domani, martedì 21 agosto (ore 17.30), alla Casa del Popolo di Arona (Via Roma 78/80), nell'ambito del progetto di accoglienza dei piccoli "ambasciatori di pace" del popolo Saharawi promosso da alcuni anni da Legambiente "Gli amici del Lago", sarà presentato il volume a fumetti "Io sono Saharaui". Presente il giornalista romano Gianluca Diana, che ha realizzato i testi del libro illustrato da Andromalis (Andrea Malis), artista attivo nell'ambito sociale.

A collaborare all'appuntamento, numerose realtà locali: il circolo Wood, la Corte dell'Oca, la scuola di musica Jungle, la rete Nondisolopane e Feltrinelli Point Arona.

Il volume Giunto alla seconda edizione, racconta fedelmente la vita di Mariem Hassan, la cantante - scomparsa nell'agosto di tre anni fa - che ha fatto conoscere la realtà del popolo Saharawi al punto di meritare il soprannome di «Voz del Sahara». Nelle pagine la vita di Mariem scorre parallela alle sue canzoni e alla storia del popolo del deserto: le atmosfere auliche e spensierate dell’infanzia nomade, la giovinezza vissuta e stretta tra l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale e poi l’esilio, i campi profughi in Algeria e la Spagna, gli amori, la famiglia, i figli, i primi dischi a suo nome e la fama internazionale. E sempre, sempre, come stella polare la lotta per l’indipendenza del popolo saharaui.
Futura stella dei principali festival di world music al mondo, dalla Finlandia all’Australia, Mariem a quindici anni rifiuta un matrimonio combinato: sarà capace di rendere contemporaneo l’haul, trasmettendone bellezza e groove a qualsiasi latitudine, di rivendicare il diritto di scegliere di indossare la melfa, di parlare di un popolo senza terra e di una terra senza il suo popolo, raccontando che esiste un muro lungo 2.720 chilometri che separa i saharaui, mentre danza leggiadra e canta possente e sicura.
Io sono saharaui è parlato, illustrato, coloratissimo: una festa per gli occhi di tutti, che vive del calore, della luce, dei colori e del suono di Mariem. Dai campi profughi di Smara in Algeria ai festival di musica al di là degli Oceani o al di qua del Mediterraneo, dalla Rambla di Barcellona alla linea d’orizzonte del Sahara, è un romanzo grafico in cui è saggio perdersi. Tra i ritmi di un tebal e gli assoli di una chitarra elettrica, ci troverà la musica.